Seminator Vesevo
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pubblicata il

21/12/2017



Progetto #Seminator Vesevo

Gli incendi che hanno distrutto la riserva boschiva del Parco Nazionale del Vesuvio, distruggendo anche l’area di 9 moggi di terra di proprietà della parrocchia, ci darà l’opportunità di ricreare una coscienza ecologica che negli anni è andata distruggendosi. Lo scenario internazionale mostra una progressiva disattenzione per il global warming e le sue conseguenze; nel nostro territorio sono evidenti gli attacchi al patrimonio comune del nostro pianeta.

Per orientare la nostra azione pastorale a riguardo, due sono gli assi portanti magisteriali dell’enciclica di riferimento Laudato sì sulla cura della casa comune: la consapevolezza e la responsabilità: consapevolezza della situazione-limite dei nostri comportamenti, dell’urgenza di un cambio di mentalità, della necessità di far fronte comune sulla questione, della spirale perversa avviata da una tecnologia che, legata alla finanza, pretende di essere l’unica soluzione dei problemi senza indagare le molteplici conseguenze che si possono innescare; responsabilità verso il bene comune, verso la creazione (da coltivare e custodire secondo Gen 2,15), verso gli altri, verso i beni comuni (in modo particolare per l’accesso all’acqua potabile).

La fede cristiana vede lo sguardo del Dio creatore compiaciuto (vide che era cosa buona (Gen 1,4.10.12.18.21.25.31) della creazione, opera trinitaria della quale la Sapienza del Figlio di Dio è architetto (Pr 8,30), per cui il «primogenito di ogni creatura» (Col 1,15) è colui attraverso il
quale tutto fu fatto (Gv 1,3; Col 1,16-17), ed è «l’erede di tutte le cose create» (Eb 1,2) perché tutte le creature saranno in lui ricapitolate (cf. Ef 1,10) affinché Dio sia tutto in tutti (1Cor 15,28). San Francesco d’Assisi entrava in comunicazione con tutto il creato, invitando a lodare e amare Iddio, come esseri dotati di ragione (Tommaso da Celano, Vita prima di San Francesco, XXIX, 81: Fonti Francescane 460), chiamava tutte le creature, per quanto piccole, con il nome di fratello o sorella (Legenda Maior, VIII, 6: Fonti Francescane 1145).


 

L’atteggiamento verso il creato può essere quello dello stupore o della meraviglia e non quello del dominatore, del consumatore o del mero sfruttatore delle risorse naturali, incapace di porre un limite ai suoi interessi immediati (Francesco, Laudato sì, 11). Di fronte alle questioni dell’inquinamento, dello smaltimento di rifiuti, della cultura dello scarto, del riscaldamento globale accompagnato all’innalzamento del livello del mare, agli eventi meteorologici estremi, alle conseguenze sul ciclo del carbonio, dell’accesso all’acqua potabile, dello scarto del cibo in eccesso nei paesi del primo mondo, della perdita di biodiversità, del deterioramento della qualità dell’aria e della vita umana, della degradazione sociale, dell’inequità planetaria, delle politiche cosiddette “di salute riproduttiva”, della debolezza delle reazioni a livello locale e globale, della
diversità di opinioni a riguardo, credenti e non credenti sentono il dovere di lasciare alle generazioni successive un pianeta dove la qualità della vita possa essere ancora sostenibile.

A tal proposito occorre dialogare con le istituzioni locali e nazionali, il dialogo e la trasparenza nei processi decisionali integrando uno sviluppo tecnologico che consenta di migliorare la qualità della vita di una popolazione nel rispetto della casa comune che abbiamo ricevuto, puntando su
un altro stile di vita, educando all’alleanza tra umanità e ambiente, creando una cittadinanza ecologica, evitando l’uso di plastica e carta, riducendo il consumo di acqua, differenziando i rifiuti, cucinando per quanto si mangia, trattando con cura gli altri esseri viventi, utilizzando il trasporto pubblico e condividendo i mezzi di trasporto tra più persone, piantando alberi, spegnendo interruttori inutilmente attivati, riutilizzando le cose, etc.

 

L’atteggiamento di un cuore che vive una felice sobrietà è quella per cui Gesù invita a guardare gli uccelli del cielo e i gigli del campo avendo fiducia nella Provvidenza di Dio (cf. Mt 6,25-34). Cercando il coordinamento dell’Ente Parco, proveremo a effettuare,nella proprietà della parrocchia, un progetto  chiamato #SeminatorVesevo per una riqualificazione boschiva, coinvolgendo scuole, oratori, associazioni, parrocchie, dove per ogni pino da abbattere ne sarà ripiantato uno nuovo, riprogettando l’area boschiva con un giardino biblico, un’area di spiritualità con una Via Crucis, uno spazio verde ludico-ricreativo attrezzato ad accogliere i bambini.

Il sogno è quello di realizzare un’area di trekking a piedi e a cavallo, integrando spiritualità e turismo, giovani italiani e migranti per lo sviluppo e la crescita del territorio creando lavoro per i nostri ragazzi, evitando che questi migrino altrove.